
Deda
Deda
“Noge ličke
cipele američke”
Ancora sorrido quando ci penso
Era uno dei tanti tuoi detti
lo dicevi con sguardo curioso ed intenso
“Kako volim ovaj rezim
Plata ide a ja lezim”
Questo sì che era un motto!
Lo presi un po’ troppo alla lettera per un periodo
e quasi feci un botto
“Tri minuta radi
Pet minuta ladi”
Questo era tra i più belli
era come una filosofia
alleggeriva con saggezza i fardelli.
Sono certo ne avessi ancora molti da raccontare
e adesso gli angeli lassù se li faranno insegnare.
Con le tue parole, seppur poche, non facevi alcuno sconto
ed era giusto così, erano gli sguardi a contare e mi hanno ispirato anche qualche racconto.
Ora deda moj che te ne sei andato
qui il presente terreno picchia duro.
Mi resta quel bacio sulla mano che ti ho dato
e quel saluto sussurrato ignaro del futuro.
Ma io lo so che ora tu sei più leggero
e ci osservi affannarci per comprendere
la trama di quell’intricato mistero
che non si è mai preparati a sciogliere.
Torna a gettare la tua lenza piano
tra infiniti laghi celesti adornati
proprio come a Zlatibor, il tuo altopiano
costellato di alberi dorati.



